Orari castello di Donnafugata

Orari di apertura aggiornati a: giugno 2020

Pubblichiamo in questa pagina gli aggiornamenti sugli orari di apertura del castello di Donnafugata di Ragusa, come comunicati dalla direzione del monumento. 

Per il mese di giugno 2020 sono stati comunicati i seguenti orari:

  • Dal martedì alla domenica dalle 9:00 alle 19:45 (ultimo accesso ore 19:00)
  • Lunedì: riposo settimanale

Il costo del biglietto intero è di € 6 mentre il ridotto è di € 3.

Al momento l'accesso è contigentato (dettagli in basso) e pertanto l'accesso è consentito previa prenotazione telefonica al 0932.676500

Specifichiamo che la pubblicazione degli orari di apertura sul blog delle guide Hermes Sicily ha scopo puramente divulgativo e non ha carattere di ufficialità. Per informazioni aggiornate occorre sempre contattare l'ente gestore.

Per informazioni su orari di apertura al pubblico e biglietti di ingresso: Castello di Donnafugata, recapiti a questo link.

 

Normativa anti-Covid

  • E' obbligatorio indossare la mascherina all'interno del Castello. Nel parco è obbligatoria qualora non fosse possibile rispettare la distanza minima di 1 metro;
  • Gli ingressi sono contigentati con un numero massimo di 40 visitatori l'ora. Sono previsti al massimo 4 visitatori ogni 5 minuti, eccetto nuclei famigliari e congiunti che dovranno compilare apposita autodichiarazione;
  • La permanenza all'interno del Castello può avere durata massima di 1 ora;
  • L'accesso al labirinto è consentito solo con mascherine e distanziamento interpersonale;

 

Visite guidate al Castello di Donnafugata

Per prenotare una guida per un gruppo privato, una famiglia o individuali è possibile inviare una richiesta di informazioni a Hermes Sicily Guides alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., specificando la data di interesse e il numero di partecipanti. Maggiori informazioni sull'itinerario di visita dei tour Hermes Sicily sono disponibili a questo link.

A causa delle normative anti-Covid al momento sono possibili solamente visite private per massimo 3 persone.

La direzione del parco archeologico di Siracusa, Eloro e Villa del Tellaro ha comunicato gli orari di apertura al pubblico dei siti di propria competenza, validi per il mese di ottobre 2019. Pubblichiamo di seguito la tabella completa.

Parco archeologico di Siracusa, Eloro, Villa Tellaro - Orari ottobre 2019 

Il 21 e 22 settembre 2019 anche il parco archeologico di Siracusa aderirà alle Giornate Europee del Patrimonio. In particolare sabato 21 settembre, dalle ore 20 alle ore 23 è prevista l'apertura straordinaria del museo archeologico "Paolo Orsi" di Siracusa, della villa romana del Tellaro, presso Noto e del museo archeologico di Palazzo Cappellani a Palazzolo Acreide. Per l'occasio ne vi saranno spettacoli e performance teatrali e concerti. Si riporta di seguito la locandina ufficiale dell'evento. Per qualsiasi informazioni o aggiornamento occorre fare riferimento al museo di Siracusa o al parco archeologico, ai recapiti indicati in calce alla locandina.

Giornate Europee del Patrimonio 2019 a Siracusa

Dopo un lungo periodo di chiusura, a partire dal mese di settembre 2019 riaprirà al pubblico il cosidetto ginnasio romano a Siracusa, monumento posto lungo la moderna via Elorina. Il sito, oggi semisommerso all'acqua per via di un'innalzamento della falda, è tra i più suggestivi e curiosi. Un'antica tradizione vuole che si tratti dei resti del ginnasio ma, nel corso dei decenni anche altre ipotesi sono state avanzate dagli studiosi. Scopriamo qualcosa in più su questo monumento. Scopriamone qualcosa di più. Per visitare il sito consultare gli orari aggiornati che vengono periodicamente pubblicati nella nostra sezione "orari di apertura". In genere, date le dimensioni ridotte dell'area archeologica non vengono proposte visite guidate ma per itinerari ad hoc con altri monumenti cittadini è possibile contattare le guide turistiche Hermes Sicily.

È il 1864 quando, nell’immediata periferia di Siracusa, l’archeologo Saverio Cavallari porta alla luce i resti di un monumentale edificio. Dallo scavo cominciano a mano a mano ad affiorare resti di colonne corinzie, pezzi di statue di personaggi romani; vengono ancora alla luce i resti di un grande porticato, il basamento di un tempio e la cavea di un piccolo teatro semisommerso dall’acqua. Dopo secoli di oblio l’antica Siracusa, quella dei fasti greci e romani, torna in superficie attraverso quei resti. Il Cavallari e gli archeologi che continuano la sua opera cominciano ad interrogarsi: “Davanti a cosa ci troviamo?”

Il cd. ginnasio romano di Siracusa (credits D.Mauro)

In aiuto degli studiosi arrivano gli autori antichi, Cicerone in primo luogo, il quale nella sua celeberrima orazione contro Verre, ex governatore romano della Sicilia che aveva saccheggiato e derubato l’isola, fa una minuziosa descrizione della topografia, degli edifici e dei monumenti dell’antica Siracusa. Proprio in quel luogo appena scavato, Cicerone colloca vari importanti edifici pubblici ognuno dei quali si candida ad essere il monumento portato alla luce. L’oratore romano parla in particolar modo della tomba di Timoleonte, importante politico siracusano del III sec. a.C. al quale furono tributati grandi onori per aver posto fine ad una guerra civile a Siracusa, e descrive, in corrispondenza della stessa tomba, un ginnasio, luogo deputato all’educazione dei giovani con, in genere, larghe aree immerse nel verde, campi per la corsa e per gli esercizi ginnici e spazi per l’apprendimento. Gli archeologi portano alla luce un grande porticato, probabilmente usato per delimitare i campi per gli atleti, e la cavea del teatro, forse adibita allo svolgimento delle lezioni. Quest’ipotesi non ottiene mai una conferma definitiva mentre ulteriori scoperte archeologiche fanno avanzare agli studiosi un’ulteriore affascinante supposizione. A meno di duecento metri dal sito viene trovato un frammento di iscrizione in latino. Quel poco che rimane del testo cita un magistrato romano che, a proprie spese, aveva restaurato il Serapeum, il tempio dedicato a Serapide, dio il cui culto proveniva dall’oriente e che era giunto nelle colonie greche d’occidente sull’onda della cultura cosmopolita d’epoca alessandrina. Serapide era a quell’epoca già venerato in Egitto e, secondo alcuni, il suo culto si era sviluppato fondendo i rituali di due divinità antichissime: Osiris e Api. I Greci, venendo a contatto con gli antichissimi culti egiziani e confrontandoli con i propri, vi trovarono corrispondenze con gli attributi delle proprie divinità, in particolar modo Zeus, il re degli dei, Ades, il re degli inferi, e Asclepio, dio della medicina. Per questo motivo Serapide veniva sempre rappresentato con l’imponente volto del re degli dei e accompagnato dal cane a tre teste Cerbero, guardiano degli inferi, e con attributi quali il bastone di Asclepio con il serpente attorcigliato.

 

Credits: nota di S.Leggio/Hermes Guides, originariamente pubblicata su Nuova Acropoli notizie n.18 | Foto di D. Mauro / Wikipedia