Basta prendere una qualunque cartina stradale o geografica della Sicilia
per rendersi subito conto di una particolarità morfologica di questa
regione: la parte sud-orientale è costellata di numerosissimi e lunghi
canyon, le cave. Tutto l'entroterra siracusano e ragusano è attraversato da queste spaccature nella tenera roccia calcarea. Poco
distante dal piccolo centro di Rosolini, estremo confine della provincia
di Siracusa, si trova una cava poco nota agli escursionisti e del tutto
sconosciuta al turismo di massa: Cava Lazzaro. Si tratta di una piccola
cava che corre quasi parallela alla più famosa Cava D'Ispica. Viene
chiamata anche la Cava Grande di Rosolini e poi,
prende il nome
rispettivamente di Cava Lazzaro nel suo tratto più rientrato, Cava Canzisina al centro e Cava Croce Santa al termine. Gli escursionisti più
avventurosi potranno senza dubbio avventurarsi in un paesaggio ancora
incontaminato, lontano da ogni rumore e ricco di testimonianze storiche
ed archeologiche. La cava è raggiungibile partendo dal capoluogo in
circa un'ora. Conviene decidere fin dall'inizio il tipo di itinerario
che si desidera intraprendere. Percorrere la cava richiederà diverse ore
a causa del terreno accidentato e dei sentieri molto spesso quasi
inesistenti. Se invece si vorrà soltanto ammirare il panorama dall'alto
e magari dare un'occhiata allo scorcio più famoso, la necropoli
preistorica, basterà molto meno tempo. Per giungere alla cava basta
seguire le indicazioni riportate nell'apposita sezione.
Il sentiero scende, non in maniera impervia ma abbastanza accidentata in
quanto poco manutenzionato. Superando alcuni muretti a secco e un
dislivello di circa 100 m ci si trova nel fondo della cava. Si può poi
andare a risalire in un paesaggio costellato di carrubi, lecci e...
mucche. Le alte pareti della cava ci circondano da entrambi i lati e
basta un po' di attenzione per rendersi conto che trasudano storia.
Scendendo avremo già notato sulla sinistra i portelli rettangolari di
alcune tombe preistoriche scavate nella roccia. Una volta giunti sul
fondo, invece, ben preso, sulla destra, incontreremo i ruderi di alcuni
vani scavati nella roccia. Questi sono stati riutilizzati in epoca
recente, ma, in realtà sono dei piccoli oratori di epoca bizantina.
Osservandoli con attenzione se ne riconosce ancora la forma di luoghi di
culto. Uno degli oratori, è stato in passato utilizzato come frantoio e,
una grossa macina, rimane ancora in bella mostra. Risalendo ancora la
cava, ad un certo punto, sul bordo destro, notiamo un caseggiato
rurale, le "case Ruta". Dirimpetto si trova forse il luogo più celebre
della Cava Lazzaro, la necropoli preistorica. Quanti desiderano
visitarla possono cercare un sentiero che risalga tra gli alberi.
Avvertiamo però che la salita sarà piuttosto ardua. Consigliamo invece
di visitarla dall'alto come possono fare quanti non vogliono vedere
tutta la cava. Dalla strada basta individuare le Case Ruta sull'altro
versante della cava e ci troviamo alla giusta altezza. Non vi è un
sentiero che porta fino alla necropoli. Occorrerà chiedere ai
proprietari dei terreni il permesso per poterli attraversare. Una volta
giunti la vista è mozzafiato. Si spazia con lo sguardo su un paesaggio
ancora incontaminato. Alle nostre spalle campi e prati, davanti a noi le
pareti della cava. Tutto intorno, nei terrazzamenti, sono scavate decine
di tombe. Si tratta di un grande cimitero protostorico appartenenete
alla cosiddetta cultura di Castelluccio (XVIII-XV sec. a.C.). Le tombe
sono del tipo "a forno", caratterizzate da un piccolo ingresso
rettangolare che veniva chiuso con un portello litico e da una o più
camere sepolcrali (a volte precedute da anticella). Molte di queste
tombe sono state rese ancora più monumentali scolpendo lungo il
prospetto una sorta di "finti pilastri". Tra le tombe però ne spicca una
particolarmente elaborata. E' stata ribattezzata la "Tomba Orsi", in
onore dell'archeologo Paolo Orsi che studiò il sito. Il prospetto è
molto lungo ed ornato con dei finti pilastri. Guardando con maggiore
attenzione ci rendiamo conto che sui pilastri sono scolpiti dei simboli:
cerchi, triangoli, linee. Evidentemente il rango del personaggio sepolto
era particolarmente importante. La maggior parte degli oggetti ritrovati
nella necropoli sono oggi conservati al museo civico di Modica. Ma la cava non ha ancora terminato di
svelarci i suoi segreti. Percorrendola quasi fino in fondo si raggiunge
la Grotta Lazzaro da cui prende il nome. Si tratta di una grotta
naturale formatasi per i fenomeni carsici e che è stata un riparo per
l'uomo fin dal periodo neolitico. Cava Lazzaro è pertanto una piccola
cava con tanti segreti da scoprire per quanti avranno la passione di volervisi avventurare.
Di seguito alcune indicazioni per programmare una visita :
Annotazioni
Il sito è poco frequentato e quindi visitabile con qualche difficoltà.
La visita all'interno della cava richiede diverse ore, il terreno è
accidentato e richiede pertanto un abbigliamento adeguato. L'itinerario
attraversa alcuni terreni privati. Sarà necessario pertanto chiedere
l'autorizzazione al passaggio ai proprietari. Il periodo migliore per la
visita è la primavera o l'autunno. D'estate la temperatura risulta
proibitiva.
Da vedere
- Gli ipogei bizantini (coordinate gps: 36°50'36,72" - 14°53'40,38")
- La necropoli protostorica (coordinate gps: 36°50'40,8" -
14°53'09,54") - La Grotta Lazzaro
Trasporti
Per raggiungere Cava Lazzaro occorre un automezzo proprio. Nessun mezzo
pubblico passa in quella zona. Si puà arrivare al limitare della cava
con il proprio automezzo o con un piccolo minibus. Mezzi più grandi
avranno grosse difficoltà.
Partendo da Siracusa occorre percorrere inizialmente l'autostrada
Siracusa- Gela e poi la SS115. Arrivati all'ingresso di Rosolini si
prosegue diritti per circa 2,8 Km per poi svoltare a destra sulla SP27 "Sant'Alessandra".
Questa va percorsa per circa 7 Km. Arrivati ad un bivio si svolta a
destra in direzione Noto-SS115 e poi, dopo altri 900 m ancora a destra.
Si segue la strada senza sbocco per circa 3 Km fino a giungere in un
piccolo spiazzale con un casseggiato abbandonato. Li è possibile
lasciare la macchina ed addentrarsi nella cava.
Visite guidate
Quanti desiderassero organizzare una visita con una guida esperta di
archeologia possono inviare una mail a
info@hermes-sicily.com.