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Megara Iblea

Megara Iblea è uno di quei siti archeologici ingiustamente considerati "minori" dal turismo di massa mentre risulta importantissimo per lo studio della colonizzazione greca in occidente. Il sito ha una caratteristica: dopo la distruzione avvenuta ad opera dei romani, alla fine del III sec. a.C., non è più stato abitato se non da sporadici insediamenti agricoli. Questo ha fatto si che i resti della città conservino la topografia originaria dandoci letteralmente la possibilità di "passeggiare" tra le vie degli antichi coloni. Arrivando a Megara e guardandosi intorno ci si rende conto di essere letteralmente circondati dalle industrie. Megara Iblea sorge in piena area industriale e fu salvata a stento dalla speculazione degli anni '60 e '70. Si arriva all'ingresso del sito percorrendo una piccola stradina che costeggia la recinzione dell'area. Sotto i campi che si vedono al di la della recinzione si stende ancora l'ampia parte della città che non è stata scavata. Una volta fatto il biglietto (costo 2 €) si oltrepassa il cancello e, dopo poche decine di metri, si giunge ai ruderi della città. La prima impressione e sconfortante... nessun edificio in piedi, soltanto le fondamenta delle costruzioni. Dopo un attimo però ci si rende conto che con un po' di pazienza si sta per fare un'esperienza magnifica: camminare tra gli edifici che costituivano la quotidianità dei coloni greci; non soltanto i grandi monumenti ma la vita di tutti i giorni. Alcuni cartelli esplicativi posti dalla soprintendenza ci agevolano nel compito ma occorre necessariamente una pianta del sito o, ancora meglio, risulta contattare una guida che possa accompagnarci in questa passeggiata dandoci tutte le spiegazioni del caso.
La città venne fondata nel 729 a.C., pochi anni dopo Siracusa, da coloni megaresi che diedero al nuovo insediamento il nome di Megara Iblea in onore della loro madrepatria e di Hyblon o Iblone, un re degli indigeni siculi che concesse loro il territorio in cui insediarsi. Appena ci addentriamo tra i ruderi ci accoglie l'agorà, quella che per gli antichi greci era il punto centrale della città, il luogo di ritrovo cittadino, l'identità della polis stessa. All'interno della piazza e ai suoi lati troviamo diversi edifici interessanti. I resti di un porticato o stoà che rendeva il luogo ancora più monumentale. Ne restano visibili il muro posteriore ed i fori ove si trovavano le colonne. La piazza è costellata di piccoli altari mentre in un angolo troviamo in edificio con una strana fronte semicircolare. Vallet, l'archeologo che maggiormente si è dedicato al sito, lo ha identificato come un santuario. In realtà a Megara sono state trovate tantissime opere d'arte e pezzi architettonici di valore. In un primo momento vennero conservati nel locale antiquarium. Oggi, per ragioni di sicurezza, tutto il materiale è conservato nel settore B del museo archeologico regionale "Paolo Orsi" di Siracusa: una visita è obbligatoria dopo aver visto il sito. A questo punto ci dirigiamo verso nord. Scavalchiamo una fila di case tramite una comoda scaletta metallica ed eccoci giunti ad una tettoia dove ben si riconoscono gli elementi architettonici di un tempio(Fig. 1.) Gli studiosi lo hanno datato all'epoca ellenistica (III sec. a.C.). Sparsi sotto la tettoia troviamo rocchi di colonne, parti della trabeazione e decorazioni varie. Il luogo ideale per capire come fosse composto un tempio e soprattutto come venissero "posti in opera" i vari elementi.In ogni pezzo sono ancora visibili i segni relativi alla lavorazione ed al trasporto. Ritornando nell'agorà incontriamo altri due interessanti edifici: l'heroon, una sorta di tempio dedicato al culto del fondatore della città e le terme ellenistiche. Prima ancora dei romani, i greci avevano il culto per i bagni caldi. E' così possibile visitare le stanze di questa struttura adibite ai bagni caldi, freddi e di vapore. Sono ancora visibili le fornaci che servivano a riscaldare l'acqua. Poco distanti troviamo anche i blocchi squadrati e ben lavorati del pritaneo (Fig. 3), uno  dei luoghi dell'amministrazione cittadina. Si chiude il giro con una visita alle sezione di muro (Fig. 2) difensivo ancora in piedi e con le due porte, di cui una a "tenaglia" secondo i più moderni principi della poliorcetica dell'epoca. Queste strutture non salvarono però Megara Iblea che cadde sotto i colpi dell'esercito romano. In epoche successive solo piccoli insediamenti e fattorie trovarono posto in quell'area, preservandoci in tale maniera uno dei siti archeologici più belli ed interessanti del comprensorio siracusano.

(testo di Sebastiano Leggio)*


* Il testo di questa pagina è liberamente ripubblicabile a patto di mantenere la citazione dell'autore ed il link a questo sito



Le nostre proposte per la visita

Tramite l'associazione Hermes è possibile mettersi in contatto e prenotare una visita personalizzata. In date fisse si organizzano inoltre visite guidate per piccoli 'gruppi misti'. Per essere aggiornati sul calendario delle visite guidate, consultare questa pagina. Per informazioni è anche possibile contattarci telefonicamente (cell. 334.7699195 - Sig. Sebastiano) o tramite mail (info@hermes-sicily.com). E' possibile contattarci anche per itinerari personalizzati e per l'organizzazione di tour comprensivi di trasporto e prenotazione ristorante.



 
ALCUNE POSSIBILITA'

Per gruppi o individuali

1) "Passeggiando per la colonia": Itinerario guidato all'interno dell'area archeologica di Megara Iblea. La guida illustrerà le fasi salienti della vita della città e le caratteristiche urbanistiche degli edifici. L'agorà, i resti dei templi, le fortificazioni, le terme sono solo alcuni tra gli edifici che verranno visitati.
2) "Megara Iblea: la città ed i reperti": L'Itinerario si divide in due parti. Nell'arco della mattina si visita l'area archeologica di Megara Iblea con le sue rovine. Nel pomeriggio visita al museo archeologico "Paolo Orsi" di Siracusa con un itinerario tematico su Megara Iblea: gli oggetti della vita quotidiana, le necropoli, le opere d'arte e la ceramica.

Per le scuole

3) "La vita quotidiana in una colonia greca": Si tratta di un percorso didattico in tre appuntamenti. Una prima lezione frontale in aula, tenuta da guide esperte, col supporto di proiezioni introduce alla storia della colonizzazione greca ed ai modi di vivere dei coloni. Il secondo appuntamento ha luogo nel museo "Paolo Orsi", concentrando la propria attenzione sull'arte (ceramica, scultura) e sugli oggetti della vita quotidiana. Si chiude con una visita al sito per vedere in prima persona i luoghi di cui si è parlato nei primi due appuntamenti. Il percorso didattico può essere ulteriormente ampliato o personalizzato su richiesta dei docenti.

Ecco l'itinerario tipo che proponiamo

Note: Su richiesta Hermes Archeologia & Turismo può anche occuparsi della prenotazione di un bus/ minibus o di un ristorante.

 

Trova la strada con Google Maps GOOGLE MAPS - ITINERARIO STRADALE
 

 


UTILITY

Segnaposto per Google Earth

 

PHOTOGALLERY

Fig. 1 -Resti del tempio ellenistico

Fig. 2 - Muro di cinta

Fig. 3 - Pritaneo



SERVIZI FOTOGRAFICI

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ESCURSIONI ARCHEOLOGICHE

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