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Dal 15 al 19 maggio 2026, Noto tornerà a ospitare uno degli eventi più affascinanti e spettacolari della primavera siciliana: la 47ª edizione dell’Infiorata di Noto.
Per cinque giorni, la celebre Via Nicolaci si trasformerà in una straordinaria galleria d’arte a cielo aperto, ricoperta da magnifici tappeti floreali realizzati con migliaia di petali colorati da artisti italiani e internazionali.
L’Infiorata nasce negli anni ’80 e, nel tempo, è diventata un appuntamento capace di attirare visitatori da tutto il mondo. Ogni edizione segue un tema diverso, reinterpretato dagli artisti attraverso vere e proprie opere create interamente con fiori freschi.
Il tema scelto per questa edizione sarà “La Cultura Pop si racconta”, un omaggio alle icone, ai linguaggi e alle tendenze artistiche che hanno segnato il Novecento, tra musica, cinema, moda, fumetti e Pop Art.
Le opere floreali saranno ispirate all’immaginario pop contemporaneo, con richiami alla grafica degli anni ’60, alla Pop Art di Andy Warhol e alle grandi icone della musica internazionale come Freddie Mercury, protagonista anche del manifesto ufficiale dell’evento con un fiore al posto del celebre microfono. Un simbolo perfetto dell’incontro tra arte floreale e cultura contemporanea.
Oltre alle composizioni floreali, la città si anima con spettacoli, musica, eventi culturali e aperture straordinarie di palazzi storici e chiese barocche. Durante questi giorni, Noto mostra il suo volto più suggestivo, le eleganti architetture barocche e le scenografiche vie del centro storico diventano parte integrante dello spettacolo tra arte, tradizione e creatività contemporanea.
Un invito a lasciarsi sorprendere da una delle tradizioni più amate della Sicilia, immersi in una cornice di straordinaria bellezza.
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Nel magnifico scenario del Teatro Greco di Siracusa torna uno degli appuntamenti culturali più importanti d’Italia: le rappresentazioni classiche dell'INDA, giunte alla 61ª edizione.
Un’esperienza che ogni viaggiatore dovrebbe vivere almeno una volta nella propria vita, un momento unico che unisce teatro, storia e paesaggio, con spettacoli che portano in scena i grandi testi dell’antichità in una cornice archeologica senza pari.
Il teatro antico non è solo spettacolo, è uno specchio che ci interroga. Quest'anno, il filo conduttore è la sfida ai confini: quelli fisici della natura, quelli civili delle leggi e quelli metafisici tra la vita e la morte. Gli spettacoli inizieranno il giorno 8 Maggio con la rappresentazione di Alcesti di Euripide.
Una storia di sacrificio estremo che esplora la zona grigia tra l’esistenza e l’aldilà. Alcesti accetta di morire al posto del marito Admeto, dando origine a un intreccio tra morte, ritorno e speranza. A seguire, il giorno successivo debutterà Antigone di Sofocle.
Un grande conflitto tra legge dello Stato e morale. Antigone sfida il decreto di Creonte per dare sepoltura al fratello, scegliendo la coscienza anche a costo della vita. I due spettacoli si alterneranno fino al 06 Giugno.
Dal 13 al 26 Giugno sarà la volta de I Persiani di Eschilo e dell'Iliade di Omero, proposta con la regia di Giuliano Peparini e le musiche di Beppe Vessicchio, già molto apprezzata dal pubblico nella scorsa stagione. I prezzi variano in base al settore, da 35 a 70 € e sono disponibili online su: https://www.indafondazione.org/biglietteria/ e presso la biglietteria spettacoli al Parco Archeologico della Neapolis.
Assistere a uno spettacolo al Teatro Greco di Siracusa significa vivere un’esperienza fuori dal tempo: il teatro antico torna a essere vivo nella sua forma originaria, sotto il cielo aperto, con la natura e la magnifica città di Siracusa a fare da cornice.
Un’occasione unica per lasciarsi coinvolgere da storie antiche che, ancora oggi, parlano con sorprendente chiarezza al presente. Pronti a vivere il mito?
Per maggiori informazioni visita il sito:
https://www.indafondazione.org/stagione-2026/
https://www.hermes-sicily.com/blog
https://www.indafondazione.org/biglietteria/
https://www.indafondazione.org/stagione-2026/
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Un' ottima occasione per visitare l'incantevole cittadina scelta per la fiction del "Commissario Montalbano"
Ogni anno, quando marzo profuma di primavera, Scicli si accende di fuoco, fede e memoria. È la notte della cavalcata di San Giuseppe, una tradizione che affonda le sue radici nel Medioevo e che ancora oggi trasforma il centro barocco in uno scenario sospeso tra storia e leggenda.
Quest’anno in seguito al referendum previsto per il 22 e il 23 marzo, la festa sarà anticipata di una settimana, le celebrazioni inizieranno venerdì 13 marzo.
Il culmine della festa sarà sabato 14 marzo quando al calare del sole, le vie della città si accenderanno con i suggestivi "pagghiari", grandi falò che illuminano il buio e rischiarano il passaggio degli uomini a cavallo. I pagghiari, costruiti con maestria da ogni quartiere, non sono solo falò: sono vere opere di ingegno contadino, con legna intrecciata e simboli sacri appesi, pronti a illuminare la notte di un bagliore dorato. Tra il crepitio dei falò e lo scalpiccio dei cavalli, si mescolano canti popolari e il brusio della folla, che accompagna la processione con applausi e invocazioni. Molti spettatori, bambini e adulti, si affacciano dai balconi addobbati a festa, gettando fiori o semi di grano come augurio di buona stagione.
I cavalli avanzeranno lentamente tra la folla, adornati con spettacolari composizioni di fiori e violaciocche – chiamate u balucu nel dialetto locale – preparate con pazienza nei giorni precedenti alla festa. Anche i cavalieri sono parte integrante dello spettacolo. Indossano pantaloni di velluto, gilet dello stesso colore, camicia bianca con le maniche rimboccate, una larga cintura artigianale dai colori vivaci e sul capo portano la tradizionale birritta col giummo.
La festa è una rievocazione della biblica fuga in Egitto di Giuseppe, Maria e del Bambin Gesù, in groppa a un asino: una scena sacra che qui prende vita tra il profumo di legna bruciata e il brusio della folla.
La storia di questa tradizione non si ferma qui, il significato più profondo affonda nella cultura contadina. È un gesto di devozione nato dalla terra e per la terra. A San Giuseppe si chiedeva l’acqua, quella pioggia preziosa capace di far crescere fave e grano. A marzo, quando il cielo di Scicli si faceva avaro, non era raro sentire al passaggio della cavalcata: “Patriarca beddu, dateci l’acqua, fate piovere.”
Oggi, tra falò che ardono e cavalli in fiore, quella devozione continua a vivere. Non è solo una festa: è memoria collettiva, identità, racconto di un popolo che, anno dopo anno, rinnova il suo legame con la terra, con la luce e con la speranza.
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Informazioni su orari di apertura e biglietti di ingresso aggiornati a: Novembre 2025
Lo scorso 31 ottobre è terminata la mostra del celebre scultore polacco Igor Mitoraj in Sicilia, intitolata "Lo sguardo: Humanitas e Physis". Il parco ha comunicato i nuovi orari di apetura in vigore dal 01 novembre 2025.
Gli orari attuali per l'Area Archeologica della Neapolis sono:
- dal lunedì al sabato dalle 8:30 alle 16:40 (ultimo ingresso 15:30)
- la domenica e festivi dalle 8:30 alle 13:40 (ultimo ingresso 12:30).
La biglietteria chiude un'ora prima della chiusura del parco.




