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Ragusa: cosa vedereIL CASTELLO di DONNAFUGATA
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Foto: Jazzalnero - Flickr
Per
arrivare all'ingresso del castello di Donnafugata si percorre un
largo viale fiancheggiato da ambo i lati da bassi caseggiati: alcuni
sono stati trasformati in ristoranti ed attività commerciali, altri sono
in attesa di restauro o adibiti ad edifici rurali. La facciata del
castello ci trae subito in inganno. Difficilmente riusciremo ad
individuare uno stile omogeneo o a definire un periodo storico.
L'aspetto che il castello ha è quello voluto dai suoi eclettici
proprietari, in primis il barone Corrado Arezzo. I possenti
torrioni laterali potrebbero far pensare ad una struttura difensiva ma
in realtà si trattava solo di una residenza signorile di campagna
dell'aristocrazia siciliana ottocentesca. L'ingresso al castello è
contraddistinto da un largo portale, pensato per fare entrare le
carrozze. Da un lato è ubicata la biglietteria, dall'altro la chiesetta
che faceva parte integrante della residenza. La pianta del castello è
rettangolare con un largo cortile centrale. Come in tutte le
residenze aristocratiche, il piano terra era adibito ai magazzini ed
alla servitù mentre i piani superiori costituivano i "piani nobili".
Oggi il piano terra viene spesso utilizzato per mostre temporanee o per
altre iniziative particolari. Nel corso del settecento e dell'ottocento
faceva parte integrante del castello anche un largo latifondo di terreni
agricoli che i proprietari controllavano. La famiglia Arezzo, cui si
deve l'aspetto odierno del castello, era così potente da riuscire a far
deviare anche la costruenda ferrovia da Ragusa. Per questo motivo ancora
oggi Donnafugata possiede una propria autonoma stazione ferroviaria.L'interno del Castello - il primo piano
Uno
scalone monumentale ci conduce al primo piano ed agli ambienti
visitabili del castello. Le stanze sono solo una piccola parte del
totale ma hanno il grande pregio di contenere ancora gli arredi
originali dell'epoca. Passeggiando per le sale si avrà l'occasione
di rivivere gli ultimi anni dell'aristocrazia siciliana, lo stesso
periodo descritto da Tomasi di Lampedusa nel suo romanzo "Il
Gattopardo". Prendendo spunto da questo occorre anche dire che
l'autore prese in prestito il nome "Donnafugata" per l'omonima residenza
del suo libro. Geograficamente però questo era localizzato in un altro
luogo della Sicilia. Si dice che anche il regista Luchino Visconti,
al momento di girarne il celebre film visitò il castello per usarlo come
set ma poi, essendo all'epoca in stato di abbandono, ripiegò su altri
scenari. Ciò non toglie la grande suggestione che ancora oggi le sale
hanno su di noi. Quello che sicuramente colpisce il visitatore è il
grande lusso e sfarzo che faceva da padrone ovunque, pur essendo
Donnafugata soltanto una residenza estiva. Molte stanze hanno uno scopo
specifico. E' così che ci si imbatte nell'elegante sala della musica
con diversi pianoforti o nella pinacoteca che contiene una
interessante collezione di quadri neoclassici. Ma vi sono anche stanze
di puro divertimento come la sala del biliardo e la sala degli
specchi oppure quelle dedicate alla conversazione. Questa era
separata: il salotto dei fumatori per gli uomini e il salotto delle
donne per il gentil sesso. Ognuna di queste stanze contiene ancora le
carte da parati, le consolle, i divanetti ed i soprammobili che le
caratterizzavano. L'angolo più antico del castello sono le cosiddette
stanze di Bianca di Navarra alle quali è legata la leggenda del
rapimento della vicaria del regno di Sicilia. A detta di alcuni il
bizzarro nome del castello viene proprio da questa leggenda. Chiudono il
percorso del castello le cosiddette "stanze francesi", quelle utilizzate
nei tempi più recenti dagli ultimi discendenti che abitarono il castello
e che i loro lunghi soggiorni in Francia le arredarono nello stile di
quel paese. Infine, prima di tornare sui nostri passi c'è ancora da
ammirare il salone degli stemmi sulle cui pareti trovano posto gli
stemmi di tutte le famiglie nobili siciliane.
Dopo
un lungo periodo di ripristino anche il largo parco che circonda il
castello è nuovamente fruibile. Terminata la visita al piano nobile si
torna nel cortile centrale e da questo un portone da accesso al parco.
Subito si viene accolti da colossali alberi di ficus. Una scaletta
permette poi di salire sul terrazzino frontale del castello e da questo
sui torrioni da cui la vista spazia fino al mare. La terrazza e decorate
con figure bizzarre e sfingi con il busto di donna. Esplorata
questa parte del castello possiamo tornare giù per la sempre gradevole
passeggiata nel verde. Il giardino venne progettato nella tradizione dei
grandi giardini siciliani dell'ottocento ed era diviso in tre aree: il
giardino inglese, il giardino francese e quello mediterraneo. Le specie
vegetali presenti sono numerosissime anche se i lunghi anni di abbandono
hanno fatto perdere, purtroppo, parte degli esemplari più rari che il
barone fece appositamente importare. Oltre alle piante, Corrado Arezzo,
fece ornare il parco anche con una serie di bizzarre e, a volte
scherzose costruzioni. E' così che girando tra i vialetti incontreremo
una piccola coffee house dall'aspetto di un tempietto greco, una
grotta artificiale che un tempo era ornata con false stalattiti,
un labirinto dove ancora oggi potremo provare a perderci ed una
cappelletta dove un tempo era posizionato un "monaco meccanico" che
usciva improvvisamente con un meccanismo a scatto. Il parco del
castello, insomma, non manca di riservare sorprese. Soffermiamoci il
tempo che desideriamo, poi si può terminare la visita al castello che
può essere coronata con un pranzo tipico nei diversi ristoranti
antistanti il castello o con una ulteriore passeggiate verso il mare ed
i siti turistici della zona quali Punta Secca o Kamarina.
Taxi
Per apprezzare al meglio la storia, le curiosità e le leggende legate al
castello di Donnafugata, vi consigliamo di usufruire di una visita
guidata. Le visite guidate durano circa 1h 30m e conducono attraverso le
splendide stanze arredate del piano nobile, permettendo di scoprirne ogni
dettaglio, e attraverso il lussureggiante parco con le sue curiose
costruzioni.
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