Il
parco archeologico della Neapolis di Siracusa è l'area monumentale più visitata della città e una tappa quasi o
bbligatoria per chi si trova in visita nella città di Archimede. Se avete avuto modo di visitare l'area della Neapolis in questi ultimi anni avrete notato che il percorso fisso di visita consentiva sì di ammirare i principali monumenti ma non comprendeva in realtà l'intera estesione del parco. Da numerosi anni il percorso monumentale aperto ai visitatori include infatti la latomia del Paradiso, l'Orecchio di Dionisio, il teatro greco, il ninfeo, l'ara di Ierone (sebbene vista dall'esterno) e l'anfiteatro romano, lasciando però chiusa al pubblico una vasta area delle latomie. Stando ai comunicati ufficiali della direzione del parco archeologico di Siracusa, questa situazione dovrebbe cambiare a partire dalla primavera 2021.
L'intezione della direzione del parco Neapolis (che è anche l'ente gestore dei siti di Eloro, Villa del Tellaro ed Akrai) è infatti quella di aprire alle visite turistiche anche zone del parco che sono chiuse da numerosi anni, all'interno delle latomie. Come sempre, non appena vi saranno novità o variazioni sarà possibile trovare le informazioni aggiornate su fruibilità e orari del parco archeologico di Siracusa nell'apposita sezione orari di apertura del nostro sito e ne daremo notizia anche sulla pagina Facebook Hermes Sicily Tours.
Ma cosa comprende l'area del parco archeologico che finora era interdetta alle visite? Il nuovo itinerario di visita previsto si svilupperà all'interno delle latomie, le antiche cave di pietra utilizzate in epoca greca sia per estrarre il materiale da costruzione necessario per erigere gli edifici di Siracusa che come prigioni. Nello specifico il parco Neapolis abbraccia due latomie adiacenti: la latomia del Paradiso e la latomia di Santa Venera. Le suggestive pareti calcaree delle latomie sono impreziosite da svariate grotte delle quali la più celebre è il già citato orecchio di Dionisio. A pochi passi si trova però anche la più vasta delle grotte del parco archeologico, la grotta dei Cordari. Da quasi quarant'anni questa cavità artificiale è chiusa ai visitatori per ragioni di sicurezza e le visite al parco devono accontentarsi di ammirare da diversi metri di distanza l'accesso alla grotta ed i suoi tagli regolari nella roccia. Una volta terminati i lavori di pulitura e messa in sicurezza sarà nuovamente possibile accedere alla grotta dei Cordari, antica cava di pietra, utilizzata poi per secoli da quegli artigiani che intrecciando le fibre vegetali realizzavano corde e funi necessarie per la navigazione o i lavori quotidiani. Quello dei cordari è stato un mestiere di lunga tradizione a Siracusa e questi artigiani avevano scelto l'omonima grotta per impiantarsi con le proprie attrezzature. Lo testimonia anche il fatto che anche la vicina chiesetta medievale ne ha memoria nel nome, appunto San Nicolò ai Cordari. Inoltre fin quasi alla chiusura della grotta, avvenuta negli anni ottanta del secolo scorso, per ragioni di sicurezza, gli ultimi discendenti di generazioni di cordari frequentavano il luogo per mostrare ai turisti le tecniche di un mestiere ormai scomparso. Riportiamo di seguito anche un breve filmato in anteprima rilasciato dal parco archeologico di Siracusa sul proprio profilo Facebook:
Oltre a quella dei cordari nella latomia del Paradiso esiste però anche un'altra cavità dal nome suggestivo. Si tratta della grotta del Salnitro così chiamata per la particolare lavorazione che vi veniva effettuata, come raccontato dal viaggiatore del grand tour D.V. Denon. Il nuovo itinerario attraverso la latomia del Paradiso consentirà di passare accanto al solitario pilastro che campeggia al centro della cava, raggiungibile occasionalmente nel corso delle visite guidate notturne estive. Il pilastro porta memoria dell'antica copertura della latomia del Paradiso, crollata con il grande terremoto del 1693.
La latomia di Santa Venera e la tomba di Archimede
Addentrandosi nel bellissimo agrumeto che oggi impreziosisce la latomia del Paradiso e oltrepassando il terrazzino panoramico di nuova realizzazione presso il bar all'ingresso dell'area archeologica si raggiunge la chiesa dei Cordari. Nelle intenzioni della
direzione del parco vi è anche l'apertura di quel lungo itinerario di visita che consente di raggiungere la latomia di Santa Venera e la cosiddetta tomba di Archimede. Questo suggestivo percorso di visita è stato aperto per una breve ma fortunata stagione pochi anni orsono. Al di sotto del livello dalla chiesa normanna è possibile apprezzare i resti di una piscina romana. Si tratta di un ambiente ipogeico caratterizzato da una serie di pilastri. Il nome non deve trarre in inganno. Non si trattava di una piscina per uso "balneare" quanto di un serbatoio, probabilmente realizzato a supporto del vicino anfiteatro. Nei pressi del diaframma roccioso che divide le due latomie si possono ammirare ancora i resti di antiche masserie dei secoli passati. Sono una memoria di quando tutta l'area dell'odierno parco archeologico della Neapolis era un latifondo privato adibito a frutteto. Ma nelle pareti sono presenti anche numerosi ipogei sepolcrali databili ad epoca paleocristiana e bizantina. l'itinerario all'interno delle antiche cava di pietra ha anche una grande valenza naturalistica ed ambientale. Durante il censimento botanico svolto pochi anni fa sono state identificate numerose specie di orchidee e una sconosciuta varietà di origano endemico. Qui però si trova anche l'albero più antico di Siracusa. Si tratta di un'enorme pianta di Ficus macrophylla. Finora i turisti in visita della Neapolis potevano ammirare il suo tronco gigantesco e le sue ramificazioni soltanto dal livello stradale, guardando attraverso le inferriate che circondano l'area archeologica. Il nuovo itinerario consentirà invece di avvicinarsi a questo gigante della natura. Il percorso che si snoda nella latomia di Santa Venera attraversa dei suggestivi tunnel scavati nella roccia e costeggia centinaia di naiskoi. Si tratta di nicchie, perlopiù di forma rettangolare, scavate nella roccia. Un tempo contenevano i pinakes, dei quadretti votivi che erano un'usanza religiosa nella Siracusa antica e più in generale nell'antica Grecia. Purtroppo quasi tutti i fragili quadretti
sono andati perduti sebbene alcuni di essi siano ancora oggi visibili nelle sale del vicino museo archeologico "Paolo Orsi". All'estremo limite del parco si incontrano anche i resti di una necropoli e tra le tombe se ne distigue una caratterizzata da un bel timpano triangolare. Si tratta di quella che viene tradizionalmente chiamata la "tomba di Archimede". Il famoso scienziato greco infatti nacque e operò a Siracusa e nella città aretusea trovò la morte durante il saccheggio dell'esercito romano nel 212 a.C. Ricerche archeologiche hanno però dimostrato che la tomba presente all'interno del parco della Neapolis è databile ad epoca romana e pertanto successiva all'epoca di Archimede. Il nome ancora oggi utilizzato di tomba di Archimede non vuole però essere una "trappola per turisti" ma semmai un richiamo ad un'antica tradizione locale siracusana. La tradizione vuole infatti che lo scienziato venne sepolto in una tomba adornata con un cilindro e un triangolo per ricordare i suoi importanti studi geometrici. Nei secoli la presenza di un bassorilievo triangolare sopra all'ingresso del sepolcro ha portato al tramandarsi di questa suggestiva leggenda popolare. Sebbene la vera tomba di Archimede ad oggi non sia
stata ancora ritrovata, resta però intatta la suggestione di questo luogo che richiama alla memoria il grande inventore, conosciuto in tutto il mondo. D'altra parte già l'oratore Cicerone racconta delle difficoltà che incontrò durante la sua visita a Siracusa nel trovare il luogo di sepoltura di Archimede in quanto l'illustre inventore dopo appena due secoli era stato quasi completamente dimenticato dai suoi concittadini e il sepolcro era quasi per intero ricoperto da erbacce. Oltre al parco della Neapolis è possibile rivivere la vita e le opere di Archimede in alcuni spazi espositivi a lui dedicati. Si tratta del tecnoparco Archimede, a pochi passi dal parco archeologico e del museo Leonardo e Archimede che invece è ubicato in Ortigia.
Riapertura del Parco Archeologico della Neapolis
La riapertura alle visite del percorso che dalla latomia del Paradiso conduce a quella di Santa Venera, passando dalla grotta dei Cordari, grotta del Salnitro, dalla Piscina Romana e dalla tomba di Archimede è un importante tassello per la valorizzazione del parco archeologico Neapolis e per la riscoperta della storia dell'antica Siracusa. Se i tempi verranno rispettati tale itinerario sarà fruibile entro la fine del 2021 (NdR alla data di stesura del presente post l'intero parco archeologico di Siracusa è chiuso alle visite per via delle correnti limitazioni Covid dovute alla zona arancione. Il parco riaprirà con il passaggio della Sicilia a zona gialla) e permetterà un tempo molto più lungo per la visita dell'area archeologica. Se allo stato attuale la durata media di una visita alle Neapolis è di circa 1 ora e 30 minuti, occorre calcolare un tempo ulteriore di 45-60 minuti inserendo le nuove tappe aggiuntive. La speranza poi è che possa essere solo una prima fase di una completa valorizzazione dei beni culturali presenti alla Neapolis.
Nell'area superiore del teatro greco aspetta di tornare fruibile la via sacra che conduceva al tempio di Demetra e Kore, area mai aperta al pubblico dopo gli scavi archeologici. L'ara di Ierone da molti anni è visitabile solamente dall'esterno e si auspica una prossima apertura di un sottopassaggio che permetta di raggiungere questo altare sacrificale dedicato a Zeus liberatore. Infine anche il percorso all'interno dell'anfiteatro romano è fruibile limitatamente da alcuni anni e si spera in un prossimo ripristino che dall'ambulacro consenta anche di scendere all'interno dell'arena. Ogni aggiornamento su fruibilità e orari viene da noi pubblicato nell'apposita pagina dedicata agli orari di apertura del Parco archeologico della Neapolis.
Visite guidate al parco archeologico della Neapolis
Hermes Sicily Tours è un'agenzia di guide turistiche abilitate, autorizzate allo svolgimento di visite guidate all'interno dell'area archeologica della Neapolis. Non appena i nuovi itinerari verranno aperti al pubblico questi saranno anche prenotabili come opzione aggiuntiva ai tradizionali tour guidati già proposti:
Tour privati
- Visita guidata individuale al Parco Neapolis: un tour con guida privata prenotabile da individuali, famiglie e piccole comitive. Il servizio guida è prenotabile durante l'intero arco dell'anno nel giorno e orario di propria preferenza.
- Servizio guida per gruppo privato: tour operator, agenzie viaggi e associazioni possono contattarci per prenotare una guida per il parco archeologico della Neapolis (anche in abbinamento ad ulteriori itinerari). Il servizio è prenotabile tutto l'anno nell'orario di propria preferenza
Tour in gruppo condiviso (a raccolta)
Durante i periodi di alta stagione Hermes Sicily Tours propone anche delle visite guidate in gruppo condiviso al parco archeologico. I tour di gruppo Hermes al parco Neapolis si svolgono fin dal 2005 lungo un itinerario suggestivo e collaudato e sono stati i primi tour a raccolta organizzati per la visita di quest'area archeologica. Collegandosi all'apposita sezione del nostro sito è possibile verificare il calendario con le date delle visite guidate programmate e prenotare la partecipazione per una o più persone:
- Visita guidata di gruppo al Parco Neapolis: la durata di queste visite è di circa 1h30m e viene garantito un piccolo gruppo (max 15 partecipanti) per garantire un servizio di qualità e la fruizione ottimale da parte dei partecipanti.
In concomitanza con le aperture serali estive vengono inoltre proposte visite guidate notturne e speriamo di poter presto proporre nel nostro catalogo anche le visite alla grotta dei Cordari e alla tomba di Archimede citate in questo articolo. Per maggiori informazioni è anche possibile contattarci tramite e-mail a
N.B. Per tutto il periodo dell'emergenza Covid i nostri tour adottano particolari accorgimenti per la sicurezza dei partecipanti: uso della mascherina, distanziamento sociale, radioguide per il distanziamento nei tour di gruppo, sanificazione dei dispositivi al termine di ogni tour.




